Gratuito per sempre. Un dono di DigitalValut a tutti gli uffici pubblici e privati, ai lavoratori e a chiunque voglia tutelare la propria privacy digitale. Libero da scaricare e usare, per neofiti e professionisti.
Strumento portabile per la verifica di software di controllo remoto, spyware, keylogger e sorveglianza audio/video non autorizzati su PC Windows.
Progettato per la tutela dei lavoratori secondo il GDPR (Reg. UE 2016/679) e lo Statuto dei Lavoratori (Art. 4, L. 300/1970). Non installa nulla, non modifica il sistema, non invia dati in rete: funziona anche da chiavetta USB.
Important
Leggi prima di usarlo. Il report prodotto è una segnalazione tecnica di primo livello, non una perizia informatica forense e non una prova legale. Può generare falsi positivi e falsi negativi. Prima di qualsiasi azione disciplinare, sindacale o giudiziaria, rivolgiti a un avvocato e a un perito informatico forense. Avvertenza integrale: DISCLAIMER.md.
Tip
Devi documentare una situazione seria? Leggi la Guida alla raccolta di documentazione: spiega in tre livelli come passare da "ho un sospetto" a materiale datato da un'autorità terza e verificabile da chiunque.
- Connessioni remote attive (RDP, VNC, TeamViewer, AnyDesk, ecc.)
- Porte in ascolto sospette e connessioni esterne attive
- Processi e servizi di controllo remoto o monitoraggio
- Programmi in avvio automatico
- Stato di antivirus e firewall
- Sorveglianza audio/video: uso di microfono e webcam, dispositivi audio virtuali (Virtual Audio Cable, VB-Audio, Voicemeeter, Stereo Mix), permessi privacy di Windows, indicatori di spyware audio
- Firma digitale (Authenticode) di ogni processo sospetto rilevato: distingue un eseguibile firmato da uno stesso nome ma non firmato o con firma non attendibile (elemento a supporto, non prova da solo — vedi DISCLAIMER.md)
- Persistenza avanzata: sottoscrizioni WMI permanenti non riconosciute,
AppInit_DLLs, debugger IFEO (hijacking di eseguibili), task pianificati con pattern sospetti (comandi codificati, download remoti, percorsi temporanei) - DLL iniettate in processi legittimi: molti strumenti di monitoraggio non girano come processo autonomo (visibile in Gestione attività) ma si iniettano come libreria dentro browser, Explorer o client di posta. Vengono segnalate le DLL caricate da cartelle temporanee o pubbliche, con verifica della firma
- Analisi storica: cosa è successo su questo PC, non solo cosa c'è adesso — servizi installati di recente, cancellazioni del registro di sicurezza, accessi remoti RDP. Un software di controllo può essere stato installato, usato e rimosso
- Confronto con la scansione precedente: cosa è cambiato — nuovi riscontri e riscontri risolti — rispetto all'ultima volta, letto dalla catena di custodia
- Spiegazione in linguaggio semplice generata da AI locale (opzionale): se
hai Ollama installato sulla stessa macchina, il report
include una spiegazione discorsiva dei risultati. Comunica solo con
127.0.0.1(loopback): nessun dato lascia mai il PC. Se Ollama non è installato questa sezione è semplicemente assente — nessuna dipendenza obbligatoria. Disattivabile con-DisableAI.
Il risultato è un report HTML/JSON con punteggio di rischio (SICURO → CRITICO), riferimenti normativi e un fac-simile di richiesta al DPO.
Una scansione è una fotografia: se la connessione remota avviene alle 3 di notte, una fotografia scattata di giorno non la vedrà mai.
AVVIA_SENTINELLA.bat resta in ascolto e registra le sessioni di controllo
remoto nel momento in cui si verificano, con orario di inizio, di fine e durata.
Si passa così da "sul PC è installato un software di controllo remoto" (circostanza che ammette molte spiegazioni) a "il 14 marzo, dalle 03:12 alle 03:59, sessione attiva dall'indirizzo 10.x.x.x, durata 47 minuti" — un fatto circostanziato.
Il registro usa hash concatenati: cancellare o modificare un evento passato rompe la catena e viene rilevato.
Un report che segnala qualcosa è un punto di partenza, non una conclusione: il passo corretto è chiedere per iscritto spiegazioni a chi di dovere. Il titolare del trattamento ha l'obbligo di rispondere alle richieste dell'interessato senza ingiustificato ritardo e al più tardi entro un mese (art. 12, par. 3, GDPR; prorogabile solo con comunicazione motivata).
AVVIA_RICHIESTE.bat prepara il testo delle lettere a partire dall'ultimo
report e tiene il conto dei termini:
| Tipo | A chi | Base |
|---|---|---|
DPO-ISTANZA |
DPO dell'Ente | artt. 12, 13, 15 GDPR; art. 4 L. 300/1970 |
DPO-SOLLECITO |
DPO dell'Ente (10 giorni) | art. 12 GDPR |
RSU |
RSU / organizzazioni sindacali | art. 4 L. 300/1970 |
INL |
Ispettorato territoriale del lavoro | art. 4 L. 300/1970 (competenza da verificare per il pubblico impiego) |
GARANTE-RECLAMO |
Garante privacy | art. 77 GDPR; artt. 140-bis e 142 D.Lgs. 196/2003 |
Lo scadenzario ti dice cosa è scaduto e qual è il passo successivo (istanza scaduta → sollecito → reclamo), con un registro a hash concatenati.
Scelte di progetto, volute:
- Non invia nulla. PEC e raccomandata le invii tu: il programma resta "offline" e nessuno può definirlo uno strumento di controllo.
- Non accusa nessuno. I testi sono richieste di chiarimento e dichiarano che il report è un segnale tecnico di primo livello, non una perizia.
- Non è consulenza legale. I modelli vanno fatti rivedere da un avvocato
giuslavorista o dal sindacato. I punti da completare restano segnalati nel
testo (
[DA COMPILARE],[SCEGLIERE]) per non spedire lettere incomplete.
CREA_PACCHETTO_PROVA.bat produce un solo file .zip da consegnare a un
avvocato o a un perito, contenente report, dati grezzi di sistema, registro
della Sentinella, catena di custodia — e due elementi che cambiano il peso del
materiale:
Marca temporale RFC 3161. Un'autorità terza certifica crittograficamente che quel materiale esisteva già a quella data. Serve perché l'orologio del computer è modificabile: senza certificazione esterna, la data vale quanto la parola di chi la presenta. Il Regolamento eIDAS (UE 910/2014, art. 41) attribuisce alle marche temporali qualificate una presunzione legale di accuratezza della data.
Privacy: alla marcatrice temporale viene inviato solo un hash SHA-256 di 32 byte, da cui è computazionalmente impossibile risalire al contenuto. Nessun nome, nessun IP, nessun processo lascia il dispositivo. È l'unica funzione dello strumento che si collega a Internet, ed è opt-in esplicita.
Verificatore autonomo. Nel pacchetto c'è VERIFICA_PROVA.bat: chiunque lo
riceva — il legale della controparte, il consulente tecnico d'ufficio — può
verificare integrità e data senza installare nulla e senza fidarsi di chi ha
prodotto il materiale. Finora la verifica la faceva lo stesso programma che
aveva creato i file: un cerchio che si chiude su sé stesso e che in
contraddittorio non regge.
📖 Guida pratica completa: GUIDA_PROVE.md
Le firme di rilevamento non sono scritte dentro il programma: sono file
.json nella cartella core/rules/. Chiunque può aggiungere i propri
rilevamenti creando un file — senza saper programmare, senza modificare il
codice, senza dover chiedere niente a nessuno.
{
"id": "MIO-0001",
"name": "Software da rilevare",
"type": "process",
"risk": "HIGH",
"match": { "nameContains": ["nomeprocesso"] }
}Metti il file in core/rules/custom/, rilancia la scansione, funziona.
Guida completa con esempi: RULES.md.
Tre garanzie di progetto su questo meccanismo:
- Le regole sono solo dati, mai codice eseguibile. Un file di regole scaricato da terzi non può eseguire comandi sul tuo PC. È una scelta di sicurezza deliberata.
- Una regola scritta male non rompe niente: viene ignorata, la scansione prosegue, e il report indica quale file e perché.
- Se la cartella regole manca o è danneggiata, lo strumento continua a funzionare con il database interno di riserva.
La trasparenza sui limiti fa parte dello strumento. Il Software non rileva in modo affidabile: rootkit in kernel mode, bootkit, impianti a livello firmware/UEFI, hypervisor malevoli, dispositivi hardware di intercettazione, monitoraggio effettuato a livello di rete o su infrastruttura esterna al dispositivo, né strumenti progettati specificamente per eludere l'analisi.
Sul rilevamento delle DLL iniettate: non vede le tecniche avanzate (reflective loading, manual mapping), che non lasciano un modulo elencabile. Sull'analisi storica: i registri eventi di Windows ruotano, quindi eventi più vecchi possono essere già stati sovrascritti legittimamente, e senza privilegi di amministratore il registro di sicurezza non è leggibile affatto (il report lo dichiara apertamente quando succede).
Sulla Sentinella: campiona a intervalli, quindi una sessione più breve dell'intervallo può non essere osservata; registra l'esistenza, l'origine e la durata delle connessioni, non il loro contenuto; e quando non è in esecuzione non vede nulla — i periodi scoperti sono dichiarati esplicitamente nel report, senza fingere una copertura continua.
Sul pacchetto prova: non è un'acquisizione forense. I dati sono raccolti dall'interno del sistema tramite le API di Windows; se il sistema fosse compromesso a livello kernel, quelle stesse API potrebbero restituire dati falsati. Un'acquisizione forense vera si esegue a sistema spento, con write-blocker, da un perito qualificato.
Un esito "SICURO" non dimostra l'assenza di sorveglianza, così come la segnalazione di un software non dimostra un uso illecito: gli strumenti di assistenza remota possono essere legittimi, autorizzati e regolarmente concordati. Il report è un punto di partenza per porre domande, non un verdetto.
- Windows 10 (build 19042+) o Windows 11
- PowerShell 5.1 (incluso in Windows)
- Nessuna installazione richiesta; opzionale esecuzione come amministratore per analisi più complete
Nessuna registrazione, nessun account, nessun costo: chiunque può scaricarlo e usarlo, sia chi non ha mai usato GitHub sia chi lavora con Git ogni giorno.
- Vai alla pagina Release di questo repository
e scarica il file
.zipin cima alla pagina (oppure in alto su questa pagina clicca il pulsante verde "Code" → "Download ZIP"). - Estrai lo ZIP su una chiavetta USB o sul Desktop.
- Doppio clic su
AVVIA_CONTROLLO.bat. Non c'è nessuna scelta da fare: la scansione parte da sola. - Attendi 30–90 secondi: il report si apre automaticamente nel browser.
| File | Cosa fa | Quando usarlo |
|---|---|---|
AVVIA_CONTROLLO.bat |
Scansione completa, nessuna scelta da fare | Sempre, per iniziare |
AVVIA_SENTINELLA.bat |
Registra le connessioni remote mentre accadono | Se sospetti qualcosa: lascialo attivo per giorni |
CREA_PACCHETTO_PROVA.bat |
Un solo .zip sigillato e datato da terzi, da consegnare a un avvocato | Quando hai raccolto abbastanza |
AVVIA_RICHIESTE.bat |
Prepara le lettere di chiarimento (DPO, RSU, Ispettorato, Garante) e tiene le scadenze | Dopo una segnalazione del report |
VERIFICA_PROVA.bat |
Verifica un pacchetto ricevuto, senza fidarsi di chi l'ha creato | Lo usa il destinatario |
Restano disponibili AVVIA_SCANSIONE.bat (rapida, un click) e
AVVIA_AVANZATO.bat (menu con opzioni) per chi vuole più controllo.
📖 Non sai da dove partire in una situazione seria? GUIDA_PROVE.md
git clone https://github.com/digitalvalut/DigitalValut-Controller.gitPoi come sopra: doppio clic su AVVIA_CONTROLLO.bat.
I report generati vengono salvati in Desktop\DigitalValut_Reports.
Ogni release pubblica, insieme allo ZIP, un file SHA256SUMS.txt
con l'hash SHA-256 del pacchetto. Per verificare che il file scaricato sia
integro e non alterato:
Get-FileHash -Algorithm SHA256 -Path .\DigitalValut-Controller-vX.Y.Z.zipConfronta l'hash ottenuto con quello indicato in SHA256SUMS.txt nella stessa
release: devono coincidere esattamente.
Lo strumento è pensato anche per un utilizzo su larga scala (PA, aziende, RSU/sindacati, DPO): può essere distribuito su USB o rete interna a più postazioni senza bisogno di installazione né privilegi particolari, e senza alcun costo di licenza.
Warning
Se esegui il Software su una postazione aziendale o della PA, verifica prima la conformità ai regolamenti informatici interni della tua organizzazione. L'esecuzione di software non autorizzato può costituire violazione delle policy interne, con possibili conseguenze disciplinari. È una responsabilità dell'utente, non dell'autore.
Una guida pensata per DPO, responsabili dei sistemi informativi, RSU e uffici
del personale è in docs/PUBBLICA_AMMINISTRAZIONE.md:
come usare lo strumento per l'autoverifica dell'ente, come rispondere a una
richiesta di un dipendente e quali documenti preparare.
Ogni report viene registrato in chain_of_custody.jsonl con hash SHA-256 e
concatenamento al record precedente. Per verificare che i report non siano
stati alterati dopo la generazione:
powershell -ExecutionPolicy Bypass -File core\DVController.ps1 -VerifyChain(oppure, senza riga di comando: doppio clic su AVVIA_AVANZATO.bat → opzione 3)
Il meccanismo è tamper-evident: rende rilevabile un'alterazione accidentale o non esperta. Non è una marca temporale certificata di terza parte (RFC 3161), si basa sull'orologio locale ed è rigenerabile da un soggetto tecnicamente competente. Non va presentato come garanzia di autenticità opponibile a terzi (vedi DISCLAIMER.md, sezione 4).
Se hai Ollama installato e in esecuzione sulla stessa macchina, il report include automaticamente una spiegazione in linguaggio semplice dei risultati, generata da un modello che gira in locale.
- L'unico endpoint contattato è
http://127.0.0.1:11434(loopback): il traffico non esce mai dal dispositivo, non è una connessione Internet. - Se Ollama non è installato o non è in esecuzione, questa sezione è semplicemente assente: nessun errore, nessuna dipendenza obbligatoria, nessun rallentamento oltre un controllo di disponibilità di 2 secondi.
- Per disattivarla esplicitamente anche quando Ollama è presente:
powershell -ExecutionPolicy Bypass -File core\DVController.ps1 -DisableAI - Il testo generato dall'AI è dichiarato come tale nel report e non sostituisce le sezioni tecniche né un parere legale: può contenere imprecisioni.
- 93 test automatici (Pester): motore delle regole, hash e catena di
custodia, calcolo del punteggio di rischio, persistenza, firma digitale,
DLL iniettate, analisi eventi — vedi
tests/. - Lint automatico (PSScriptAnalyzer) su ogni push/PR, configurazione in
PSScriptAnalyzerSettings.psd1. - CI su GitHub Actions: sintassi, lint e test eseguiti automaticamente a ogni modifica — vedi il badge in cima a questa pagina o la scheda Actions del repository.
- Codice sorgente interamente leggibile, nessun binario precompilato nel repository ufficiale.
DigitalValut-Controller/
├── AVVIA_CONTROLLO.bat # Avvio principale: doppio clic, nessuna scelta
├── AVVIA_SENTINELLA.bat # ⭐ Monitoraggio continuo: registra gli eventi
├── CREA_PACCHETTO_PROVA.bat # ⭐ Pacchetto sigillato + marca temporale
├── AVVIA_RICHIESTE.bat # ⭐ Lettere di chiarimento + scadenzario (non invia nulla)
├── VERIFICA_PROVA.bat/.ps1 # ⭐ Verificatore autonomo (per chi riceve)
├── AVVIA_SCANSIONE.bat # Scansione rapida, un solo click
├── AVVIA_AVANZATO.bat # Menu con opzioni (per chi vuole scegliere)
├── core/
│ ├── DVController.ps1 # Script principale
│ ├── config/settings.json # Lingua, apertura automatica del report
│ ├── rules/ # ⭐ Regole di rilevamento (file .json)
│ │ └── custom/ # Le TUE regole: vedi RULES.md
│ └── modules/ # Rete, processi, sorveglianza, persistenza,
│ # firma digitale, DLL, eventi, AI locale,
│ # motore regole, report, catena di custodia
├── tests/ # Suite di test Pester (93 test)
├── scripts/ # Strumenti di release (pacchetto + checksum)
├── .github/workflows/ # CI (lint + test automatici)
├── docs/ # Guida completa, riferimenti legali, quick guide
├── templates/ # Template HTML/CSS del report
├── DISCLAIMER.md # Avvertenze e limiti (da leggere)
├── GUIDA_PROVE.md # Come raccogliere documentazione utilizzabile
├── RULES.md # Come scrivere le tue regole di rilevamento
├── SECURITY.md # Segnalazione vulnerabilità
├── CONTRIBUTING.md # Linee guida per i contributi
├── CHANGELOG.md # Cronologia delle versioni
├── CREDITS.txt
├── RIFERIMENTI_LEGALI.txt
└── LICENSE / LICENZA.txt
Guida dettagliata: docs/GUIDA_COMPLETA.txt.
Modello di calcolo: DV-SCORE-2 (dalla v5.1.2).
| Punteggio | Livello | Significato |
|---|---|---|
| 0 | SICURO | Nessun indicatore rilevato dai controlli eseguiti |
| 1–24 | BASSO | Indicatori marginali, in genere configurazioni ordinarie |
| 25–49 | MEDIO | Elementi da verificare, nessun segno di accesso in corso |
| 50–79 | ALTO | Strumenti di accesso remoto presenti e/o esposti in rete, nessuna sessione attiva |
| 80+ | CRITICO | Sessione di accesso remoto attiva, oppure indicatori di sorveglianza |
Il punteggio è un indicatore euristico, non una misura oggettiva del rischio reale: va interpretato leggendo il dettaglio delle voci segnalate.
Ogni report contiene la sezione "Come è stato calcolato il punteggio": una riga per ogni punto attribuito, con la regola applicata, la fonte tecnica del dato (quale comando lo ha prodotto), lo stato del fatto e ciò che il rilievo non dimostra. La somma della colonna dei punti è esattamente il punteggio mostrato in testa al report, così un terzo (DPO, perito, giudice) può rifare il conto e contestare una singola riga invece del risultato nel suo complesso.
Due principi del modello DV-SCORE-2:
- Un fatto non si conta due volte. Se la porta 5900 è tenuta aperta dallo stesso software di controllo remoto già rilevato come processo, non è un secondo fatto: è la conferma del primo e pesa solo per l'esposizione in rete che aggiunge. Il doppio conteggio gonfia il risultato senza aggiungere prove ed è il difetto più facile da contestare in un report tecnico.
- La possibilità pesa meno dell'evento. Un software installato pesa meno di un processo in esecuzione, che pesa meno di una porta esposta, che pesa meno di una sessione di accesso remoto in corso. Il livello CRITICO è riservato a ciò che è avvenuto, non a ciò che potrebbe avvenire.
Pesi e soglie sono definiti nel codice (core/modules/ReportGenerator.psm1,
$script:DVScoreWeights e $script:DVScoreThresholds), riportati per esteso in
fondo alla sezione del report e modificabili da chiunque (Apache 2.0).
Sapere che un software di accesso remoto è installato dice poco. Cambia tutto sapere come è configurato: se all'utente compare una richiesta di consenso prima che qualcuno entri, se l'icona che segnala il server attivo è nascosta, se è possibile prelevare file, se il PC è configurato per contattare attivamente un indirizzo prestabilito (connessione inversa). Un'assistenza tecnica richiesta dall'utente e un accesso silenzioso sono due fatti giuridicamente diversi anche quando il programma è lo stesso.
Questa lettura non richiede privilegi di amministratore, perché i file di
configurazione in Program Files sono leggibili da qualunque utente. È quindi
l'informazione più rilevante a cui un dipendente senza privilegi può arrivare da
solo.
Il report risponde alla domanda in chiaro — quando qualcuno si collega, ti viene chiesto il consenso? — con tre esiti possibili: previsto, non previsto, non determinabile. L'ultimo non è una resa: quando il file non consente di stabilirlo con certezza, il report lo dichiara e indica il punto da chiedere al servizio informatico, invece di affermare ciò che non può dimostrare.
Ogni impostazione è riportata con il valore grezzo letto dal file, la sua funzione secondo la documentazione ufficiale del produttore e la conseguenza pratica. Pesano sul punteggio solo le impostazioni che indicano assenza di consenso od occultamento (nessuna richiesta all'utente, icona nascosta, connessione inversa): le altre caratteristiche sono riportate senza attribuire punti, perché descrivono quanto è invasivo uno strumento già conteggiato e non sono un fatto ulteriore. Un'installazione con impostazioni predefinite aggiunge zero punti.
Attualmente interpretato: UltraVNC (semantiche da uvnc.com). Per TightVNC, RealVNC, TeamViewer e AnyDesk i valori di configurazione sono riportati senza interpretazione, perché il significato di ciascuna chiave va verificato nella documentazione del rispettivo produttore.
Molti dipendenti non sono amministratori della postazione assegnata. Il registro di sicurezza di Windows, che documenta gli accessi remoti, richiede quei privilegi. Dalla v5.2.0 il programma tenta comunque i registri operativi dei Servizi Desktop remoto, che in molte configurazioni sono leggibili da utente standard e contengono lo stesso dato essenziale: chi si è collegato, quando e da quale indirizzo.
| Canale | Eventi |
|---|---|
TerminalServices-RemoteConnectionManager/Operational |
1149 (autenticazione riuscita, con indirizzo di origine) |
TerminalServices-LocalSessionManager/Operational |
21, 24, 25 (accesso, disconnessione, riconnessione) |
Il report distingue tre casi, perché hanno significati opposti: canale letto e vuoto (dato positivo verificato), canale letto con eventi (cronologia degli accessi), canale non accessibile (il dato esiste ma è nella disponibilità esclusiva del titolare, e può essere richiesto formalmente).
Il report include inoltre una sezione che spiega perché l'assenza di privilegi è essa stessa un elemento di fatto rilevante: esclude che l'utente possa aver installato lo strumento, colloca i log nella disponibilità esclusiva del titolare, ed esclude che la configurazione sia imputabile all'utente. Le stesse circostanze sono riportate nel modello di richiesta al DPO.
Ogni report contiene la sezione "Metodo e perimetro della verifica", che elenca tutti i controlli previsti con la fonte tecnica di ciascuno, l'esito (eseguito o parziale) e il limite dichiarato. Un controllo che non è stato possibile eseguire — tipicamente perché richiede privilegi di amministratore — viene elencato come parziale, non omesso: dichiarare per primi i limiti di una verifica è ciò che le toglie l'argomento più comodo per liquidarla.
- Nessun invio di dati in rete: tutto resta sul PC dell'utente, il Software non effettua alcuna connessione in uscita e funziona anche offline.
- Nessun account, registrazione o attivazione richiesti.
- Codice sorgente interamente leggibile (PowerShell non offuscato, nessun binario precompilato nel repository ufficiale): chiunque può verificare cosa fa il Software prima di eseguirlo.
- I report restano in locale. Contengono dati identificativi (nome macchina, nome utente, dominio, IP, elenco processi): valutane la natura prima di condividerli con terzi.
Vedi RIFERIMENTI_LEGALI.txt: Art. 4 Statuto dei
Lavoratori (L. 300/1970), GDPR, Codice Privacy (D.Lgs. 196/2003), Linee guida
del Garante Privacy su posta elettronica e Internet (1 marzo 2007).
Le informazioni sono riportate a fine esclusivamente informativo e divulgativo, possono non essere aggiornate e non costituiscono consulenza legale. L'autore non è un avvocato. Per il caso concreto rivolgersi a un professionista qualificato.
Le contribuzioni sono benvenute: bug, falsi positivi/negativi, traduzioni,
documentazione. Vedi CONTRIBUTING.md.
Per le vulnerabilità di sicurezza non aprire una issue pubblica: segui la
procedura in SECURITY.md.
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sezioni 15–17).
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L'utente è unico responsabile dell'uso che fa dello strumento ed è tenuto a utilizzarlo solo su dispositivi di cui abbia la proprietà o un legittimo diritto di accesso, nel rispetto delle policy della propria organizzazione.
📄 Avvertenza integrale e vincolante: DISCLAIMER.md —
parte integrante delle condizioni d'uso del Software.